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Cloz in breve

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Venerdì, 26 Maggio 2017
Immagine del Comune di Cloz

Cloz è un piccolo comune di montagna situato nello splendido contesto della Val di Non, tra le Dolomiti di Brenta e la Catena delle Maddalene.I frutteti circondano il centro abitato, mentre a valle del paese si apre la forra del torrente Novella – territorio del Parco Fluviale Novella – e a monte i luminosi boschi di conifere sono la meta ideale per escursioni a piedi o in bicicletta sui percorsi segnalati.

La storia di Cloz affonda le sue radici in tempi antichi, come testimoniano i ritrovamenti archeologici di epoca preistorica e romana. Alcuni interessanti affreschi sulle facciate esterne delle case raccontano storie d'altri tempi e il Castel Sant'Anna conserva il suo aspetto trecentesco originale. Due campanili fanno capolino tra i tetti a punta: uno della chiesa di Santa Maria, costruita nel XV secolo e restaurata nel dopoguerra, l'altro della Parrocchiale di Santo Stefano, ricostruita nel 1942.L'economia locale si basa perlopiù sulla coltivazione della mela, come dimostrano gli estesi meleti che caratterizzano il paesaggio. Inoltre, Cloz è uno degli ultimi paesi della valle in cui è possibile osservare la tradizionale lavorazione artigianale del rame. È una meta che offre turismo di qualità, grazie all'eccellente servizio degli agriturismi e alle attrattive naturali, immersa nella quiete e animata dalle manifestazioni culturali e gastronomiche organizzate dalle associazioni locali.  

L'abitato costituito da due grandi gruppi di case che costituiscono le frazioni o ville: S. Stefano e S. Maria, un tempo nettamente separate ed ora ormai congiunte da nuove costruzioni. Molte sono le case nuove e le ville sorte in questo ultimo periodo; pure le case vecchie sono state in buona parte ristrutturate togliendo all'ambiente molte delle costumanze e degli aspetti significativi di un tempo. Nel 1973 in una pubblicazione una nostra compaesana rilevava che "sono ormai rare le case con la rampata massiccia (pònt) che porta al fienile, e i portici e i cortili rustici vanno scomparendo, i bei poggioli di legno traforato sono un ricordo, i muri sono stati elevati fino al tetto e la copertura di assicelle (sciandole) sostituite con tegole. Non parliamo delle trasformazioni degli interni, dove le stanze foderate di assi, riscaldate dalla turrita stufa con in giro la panca tradizionale, gli armadi nel cavo del muro, le cassepanche istoriate, il vasellame in rame, le “ole” con la pancia e le tre zampe, i peltri e i vari tipi di lumi sono ormai un ricordo, io direi un nostalgico ricordo ..." 
In questi ultimi anni, in cui si ormai completato il passaggio da un’economia agricola basata in parte sull’allevamento alla monocoltura delle mele, forse proprio questa nostalgia ha portato a valorizzare maggiormente le cose e gli ambienti di un volta. Nonostante le trasformazioni nulla per stato tolto alla naturale bellezza del nostro villaggio adagiato nei prati - frutteto con alle spalle, quasi a difesa, il monte Òzol coperto da boschi e dalla cui cima si può ammirare il meraviglioso paesaggio anaune. Stando lassù si vedono lontano i monti che cingono in affettuoso abbraccio l'ampia vallata e, verso il basso, fra l'immensa selva di meli e di peri, che va confondendosi con vasti boschi ai margini della valle, si notano sequenze di colli, spianate popolate da cento villaggi, campanili appuntiti e tozzi, profondi burroni in cui corrono nascosti torrenti e, qua e là, medievali turriti castelli o le mura di antichi manieri che fanno pensare alle paurose leggende dei feroci castellani”. Questa efficace descrizione del paese di Cloz stata fatta dalla maestra Zanoni Eleonora nella pubblicazione "Ricordi di Cloz” pubblicata a cura della Parrocchia di Cloz nel 1973 in occasione dei 200 anni dalla traslazione delle reliquie di S. Innocente, conservate e venerate nella Chiesa Parrocchiale. Essa riprende a sua volta notizie dal libro "Cloz nell’Anaunia” di don Luigi Conter pubblicato nel 1908,  che rimane la più importante e storicamente valida pubblicazione sul paese.

Patroni: S. Stefano (26 dicembre) e S. M. Assunta (15 agosto)