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"Nelle viscere di queste miniere" di Floretta Maria

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Martedì, 13 Gennaio 2015
Copertina

Lettere e storie di emigranti A cura del Comune di Cloz. Tipolitografia Inama Taio, giugno 2002. (Questo libro si trova anche presso il Comune di Cloz)

Floriano, Beniamino, Giuseppe, Achille, Francesco, Amabile, VIrginia, Angelica: come migliaia di uomini e donne emigrarono in America quasi un secolo fa. Faticarono e lottarono per conquistare sicurezza e benessere per sè e per i propri figli e per sostenere i familiari rimasti al paese.Le loro lettere furono conservate da chi sentiva in esse una voce amata e perduta. Oggi parlano a noi: raccontano la fatica, la nostalgia, i progetti, la vita che continua nei figli, la sconfitta, la morte. Una pagina della nostra storia, per non dimenticare.

Ecco una lettera dal Libro

ça sorella Luigia, la più giovane della famiglia, muore di malattia l'8 febbraio. Floriano scrive una lettera di rassegnato dolore, per la morte della sorella, di una figlio letta neonata, di uno zio. Tanti lutti, e la constatazione che "siamo nati per strussiare" una frase chissà quante volte sentita e ripetuta nell'impossibilità di trovare una spiegazione al dolore del mondo. Le spese per il funerale di Luigia vengono ripartite tra i fratelli e ancora una volta Floriano racconta le sue disgrazie che non gli permettono mai di avere soldi che gli servono. E dice che vorrebbe tornare al paese. Burke, 10 marzo 1925 Caro fratello ieri ho ricevuto la tua e sono rimasto avvilito al sentire la trista notizia per via della sorella Luigia la più giovane di 10 e non posso lasciarla passare mi pare Ti dico che è brutto specialmente per il padre e la madre perch io l'ho provato e se vivessi 100 anni la ho sempre avanti gli occhi mia figlia che mi pare sempre di vederla. Adesso entro un anno sono morti tre, la mia figlia, la Gigiota e il Barba [zio] e la mia figlia è morta ai 11 di aprile dalla doia[polmonite] doppia è stata 8 giorni in agonia insomma pare proprio che sia sempre a mi, ma cosa vuoi fare, bisogna proprio prenderla come viene. Sono poi contento al sentire che l'hai fatta menare a casa a farli il funerale hai fatto proprio la cosa che io averei fatto, per intanto ti mando 200 lire per la mia parte ma più tardi ve ne mando ancora 3 o 4 cento, cioè a fare le 5 cento, e te le averia mandate tutte subito ma ti dico che il mese che viene mi tocca di menare mia moglie all'ospitale e come si trova non è tanto forte e tengo tanta paura di non perderla e se c'è soldi è tutto bene e se no fanno come vuole, ma per via dei soldi non la lascio morire. Ti dico questo, là è lire e qua è talleri ma valgono quasi 10 stesso, in- somma cari tutti han la sua croce e voi genitori non state a prendervi tropo fastidio che tutti dobbiamo morire e a questo mondo siamo qua per strussiare [faticare, soffrire] e la povera sorella ha finito e è andata in paradiso Dio l'abbia in pace coi suoi fratelli e sorelle e nipoti potete dire che avete un altro angelo in paradiso non pensate niente che quello è stato il suo destino. Per via di me questo anno fino ora non poso lamentarmi e io lavoro . sempre di fuori a fare il foghista ma anche io sono stanco di questi paesi se posso vendere la proprietà vengo subito. Altro non mi resta che salutarvi assieme a mia famiglia. Tanti saluti da mia moglie che è tanto avvilita per la sua cognata se anche non la conosceva. Sempre vostro figlio A.F . I soldi li ho spediti per banca l'altro ieri cioè ai 7 marzo e la cambiale in una banca coperta solo appena che ho ricevuto la lettera del Giovanni dunque quando li ricevete scrivete subito.