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"Cloz nell'Anaunia" di Conter Don Luigi

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Martedì, 13 Gennaio 2015
Immagine di copertina

Memorie storiche raccolte e annotate dal parroco Don Luigi Conter. Cles, tip. Clesiana ed. 1908

Alcuni capitoli dell'antica Regola della Comunità di Cloz che si trovano nel libro

La regola antica del Comune, ora smarrita, non era più sufficiente per le circostanze, che lentamente andavano cambiandosi. L'anno 1550 troviamo la regola modificata che, eccettuate piccole aggiunte, restò in vigore sino alla secolarizzazione del principato. La trascrivo tutta intera, quale fu tradotta in lingua italiana presto dopo. L 'originale scritto in un latino assai rozzo ed anche la traduzione rispecchia il parlare dialettale. Incomincia così : Il magnifico e nobile signore Massimiliano de Thunno della giurisdizione di Castelfondo quale nostro e della nostra regola di Cloz supremo regolano, rettore e governatore, al quale spetta quale signore di Castelfondo la stessa regola ed il diritto di regolare, ad istanza e pregato da tutti noi, ha dato a noi istessi di Cloz il permesso e lautorità piena di riformare e rinnovare la nostra regola. A tal fine noi sottoscritti siamo stati eletti e deputati in piena regola: Bugnata Bartolameo regolano. di s. Maria assieme con Zembrini Romedio, Cat Bartolameo, Rauzi Odorico, e Calovini Melchiore regolano della villa di s. Stefano assieme con Franchi Simone, Simone Zanone, Stefano Casoletti, affinché avessimo da rinnovare e riformare la nostra regola aumentando, o diminuendo, conforme meglio ci paresse alla utilità nostra e dei nostri vicini. In conseguenza di ciò noi regolani assieme cogli altri eletti e deputati in esecuzione delle promesse per autorità e potere a noi dato ed attribuito anche dagli uomini di Cloz di rinnovare e riformare la stessa regola, ispezionata l'antica, che in molti articoli ci parve degna di correzione, ad onore di Dio, a bene ed utilità degli uomini e delle persone di Cloz diciamo, regoliamo ed ordiniamo come segue : (testuale) 1. Che niuna persona sì vicina della Comunità di Cloz, come abitante della medema, n alcuno fuori della medema Comunità ardischi (!) tagliare qualsiasi legno, o pianta d'arbore di qualsiasi sorte nel monte, o sii gazzo nominato " al Pedroz " sino alla strada nominata " ai forni ", in cima alla quale strada vi sono " i tovi " e da detti tovi fino al monte detto " Ozol ", e similmente nella selva, o sii bosco chiamato " Pra Seslar ", cominciando appresso al loro gazzo ed comune di Cloz, il quale parimente col tenore della presente regola lo ingaziamo, sotto pena de grossi 24 per cadauna pianta e per cadaun pez, pino, avz e lares tanto verdi come secchi, ed in pena de grossi 12 per cadaun piede de rovere, ed per cadaun brozzo d'altra legna minuta di qualunque sorte tagliata in detti gazzi e selve in pena de grossi 12, e per cadaun fascio che verrà portato via da chi si sii e per cadauna volta in pena de grossi 3, e per cadauna carga da cavallo in pena de grossi 6, nelle quali pene similmente vogliamo che caschi il gazzaro, se farà e taglierà legni grssi, o minuti facendo anche stroppe, o bacchette. 2. Che niuno ardisca in detti luoghi e gazzi far dasa sotto pena de grossi 30 per cadaun brozzo e similmente non possi far foglia in pena de grossi 18 per cadaun brozzo. 3. Che niuno ardisca far pali d'orni in pena de lire 3 per cadaun brozzo. 4. Che niuno ardisca far pertehe, o sii stanghe, mangie, sii ed viegoi in pena de grossi 6 per cadaun fascio, né ardischi tagliar late in pena de grossi 12 per cadauna lata. 5. Che niuno ardisca tagliar faggi in pena de grossi 12 per cadaun brozzo. 6. Item nemmeno broccon in pena de grossi 18 per cadaun brozzo. 7. Che niuno forastiero ardischi tagliare, né fare danno veruno nella selva delli homeni della pieve di Cloz in pena de grossi 24 per cadaun brozzo di qualunque sorte di legna, ed grossi 3 per cadaun palanco et per cadauna lata tagliata in detta selva. 8. Item vogliamo e regoliamo che cadaun vicino della Comunità di Cloz possi segare, o far segare un solo brozzo di fieno sul Comune per cadaun fuogo, e, se qualcheduno ne segherà, o farà segare più di un brozzo, sii punito per cadaun brozzo più fieno in lire 4, e che niuno ardisca segare, o far segare nei suoi prati esistenti nella loro montagna e gazzi sopradetti e specialmente nel prato della regola " da Portol " avanti la festa di s. Margherita, ed avanti il giorno dato dai regolani, sotto pena de tt. 3 di danaro per cadaun segador ed contrafaciente, salvo solo che quelli che hanno fontane ne' suoi prati possino un giorno avanti il giorno dato dai regolani segare o far segare in detti loro prati, con questo però che non prendino, o sii parino con loro buoi, altrimenti si punisca come sopra in tt. 3 ed per cadauna falce, ed in carantani 12 per cadaun paro de buoi. E similmente li eredi di Giovan Rauzi possino un giorno avanti la regola con una sola falz segare il prato in " som el mont " appresso la via comune, atteso che facendosi per il medemo le strade vien dannegiato, e parimente Melchior Calovini il suo prato in " som el mont " con questo però ch'esso debba condurre dal gazzo li traversari per aggiustare la strada " dai Salini ". 9. Che niuno djsgiunga li buoi nei prati della Comunità di Cloz, né che pascoli li medemi ne' prati altrui sotto pena de grossi 6 per cadaun paro di buoi, né meno in quelli ardisca far foglia durante la segazione e fieno in detti prati in pena de grossi 12 per cadaun brozzo. 10. Che niuno ardisca pascolar cavalli ne' prati della montagna in pena de grossi 6 per cadaun cavallo, oltre refacione del danno al danneggiato. 11. Che se qualcheduno della montagna di Lauregno sarà trovato h aver disgionto li buoi nella montagna della Comunità di Cloz per pascolarli, venghi punito per cadauna volta e per cadaun paro in carentani 12, e similmnte, se permetterà pascolare altri capi di bestiame ne' detti prati, incorra nella pena suddetta ogni volta e per cadaun capo. 12. Che, se la Comunità di Lauregno condurrà, o permetterà pascolare la sua vagara e bestiame in detti prati della montagna di Cloz, incorra nella pena de tt. 5 per cadauna volta e tt. 2 per cadau maso. 13. Che niuno conduchi, o permetti pascolare cavalli, buoi, o altri animali avanti il tempo della malga, e né meno al tempo che si ritrovano le armente in malga, salvo le armente nel luogo, montagna, pascolo, o sii malgar, delli homeni della pieve de Cloz, in pena de grossi 12 per cadaun capo e per cadauna volta, ed, se qualcheduno de Provs sarà ritrovato con suoi animali e bestiame nel pascolo di detta malga, cio nel malgàr, sii punito in tt. 5 per cadauna volta. 14. Di più statutiamo ed ordiniamo che niuna persona tanto di detta pieve di Cloz che fuori di detta Comunità, cio foresti ardischino per s, o per altri far fratte in luoghi di detta Comunità, cio siti comuni della pieve di Cloz, ed nemmeno far piombe e cumular legna nel monte di Vallazza e Ronzi, e ne meno cocere carbone, o sii far carbonare in pena de tt. 5 per cadaun contrafaciente e per cadauna volta. 15. Statuiamo e vogliamo che il saltaro della campagna deva e sii obbligato esser ogni hora e ad ogni tempo in detta campagna a custodire e guardare la medema e, se contrafarà, venghi punjto per ogni volta in carentani 12, e che il saltaro sii obbligato, come anticamente stato solito, chiamar li homeni a regola e portare le lettere ed ordini del Prencipe ed anche far tutto in custodire le vigne, cio i garzi. 16. Se qualcheduno sarà chiamato alla regola e non essendo legittimamente impedito ricuserà andarvi, sii punito in tt. 5. . 17. Inoltre che li saltari de vigne siino tenuti farsi la loro teggia nei luoghi soliti nel giorno di s. Lorenzo in pena di grossi 12 per cadaun giorno dopo la suddetta festa che mancarono a farsi la loro teggia, e per qualunque saltaro contrafaciente e sotto la medema pena del medemo giorno di s. Lorenzo indietro siino obbligati guardare e custodire li luoghi sottoposti alla loro teggia e le viti e garzi in quelli esistenti, ed a cjò solamente s'intendi essere obbligato quel saltaro che haverà ricevuto il giuramento e non altri in pena de tt. 5 di danaro ed sii obbligato denonciare quello che haverà dato il danno sotto pena di pagar il danno del proprio, e niun altro possi fabbricar teggie in pena de tt. 5, se non li medemi saltari giurati come sopra. 18. Che niuno ardisca vendemmar, o far vendemmar, se prima non sarà dato il giorno dalli regolani in pena de tt. 3 da cadauno e per cadauno che contraffarà e per cadauna volta, salvo se qualcheduno per proprio bisogno volesse vendemar un poco d'uva per far del vino per casa propria, ovvero per sovvenire alla loro necessità volesse venderne una porcione, o pure avesse l'uva schiava, che venisse marza, ch'allora poi ed in quel caso li regolani, che a quel tempo saranno, conoscendo esser ciò la verità ed esservi giusta causa debbino dare a quello, o a quelli la licenza di vendemmare una porzione, come alli medemi parerà più proprio, con questo però ch'allora quello, o quelli haveranno ottenuto la licenza da regolani di vendemmarr siino tenuti di av visare li decimani, altrimenti caschino nella suddetta pena. 19. Inoltre statuiamo ed ordiniamo che se qualche saltaro de vigne sarà ritrovato havere nella sua teggia, o pure sarà ritrovato portar via fieno, o degore (guaime), che sii punito cadauno e per cadauna volta in tt. 5 il saltaro. NOTA La traduzione manca da queste parole sino al capitolo 28, per cui traduco dall'originale latino: La guardia campestre sia obbligata di visitare ogni settimana le capanne delle guardie di viti ed abbia la terza parte della pena pagata, delle altre due parti una sarà data al regolano maggiore e l'altra al Comune di Cloz. Similmente se alcuno sarà trovato nell'atto di portar via pali dai vigneti, o da altri fondi, oppure stanghe, sarà punito colla pena di due grossi per ogni palo, e per ogni stanga di 12 grossi e nondimeno dovrà riparare il danno fatto. 20. Decretiamo e stabiliamo che nessuno osi pascolare con buoi, cavalli, o altro genere di animali nei luoghi qui sotto descritti al di sotto delle campagne di Cloz, che già ah antico erano riservati, eccettuati però i giorni festivi, come sarebbe nei luoghi detti " Traversar ", " a Panegola ", nella campagna proprietà dei Catti sotto della strada, che mena a " Torra ", al di sotto della " Portella ", nella campagna nominata " ai Rovereti " sotto pena di 3 grossi per ogni capo. 21, Che nessuno possa, né debba pascolare, né tenere i suoi cavalli in campagna, né manzi sopra un anno in pena di grossi 6 per ogni capo, ma sotto l' istessa pena sia obbligato di mandare i cavalli ed i manzi dal pastore per essere condotti al pascolo lungi dalla campagna, Nessuno osi pascolare le vacche nell'anzidetta campagna sotto la pena predetta, se non per otto giorni prima che abbiano partorito i vitelli e otto giorni dopo. Se alcuno avrà condotto a pascolo vitelli, capretti, majali danneggiando la stessa campagna, sarà punito con un crocifero per ogni capo e la guardia dovrà tosto sequestrare le bestie, e se non lo farà, sarà castigata la guardia istessa con sei crociferi per ogni volta. 22. Che se alcuno lascerà aperta lentrata ( vajonum !) nella campagna, sarà punito con sei crociferi, e se in causa dell'entrata lasciata aperta ne risulterà danno a terzi, debba ripararlo. 23. Che nessuno si arrischi di danneggiare i confini (super cavazzariis !) arando con buoi, od in altro modo sotto pena di grossi 12 per ogni volta e di riparare il danno causato. 24. Se alcuno ruberà pertiche o pali, per ogni palo sarà condannato a pagare tre crociferi e per ogni stanga sei, chiunque sia laccusatore, e riparerà il danno. 25. Se alcuno, o alcuna sarà trovato a rubare rape nei fondi altrui, sarà punito con 6 crociferi ogni volta, chiunque sia laccusatore, così pure, se saranno trovati a rubare, oppure accettare uve nei vigneti altrui oltre due uve (due grappoli ?), sia castigato con pena di 6 grossi ogni volta ed ogni singola persona e ripari il danno, e la guardia sia obbligata di darne laccusa, che se quello capace di guadagnare (sarà condannato a pagare) 4 grossi, se altrimenti grossi 12. 26. Che sia punito con pena di 6 crociferi chi sarà trovato nei fondi altrui a rubare fave, o altro genere di legumi, e in tutto questo si presti fede alla guardia giurata ed al padrone del fondo, purché giuri, così pure nessuno tagli erbe, ovvero le raccolga nei fondi altrui in pena di grossi 3 per ogni singola persona, e per ogni volta. 27 . Decretiamo ed ordiniamo che nessuno si faccia lecito tagliare siepi vive ( cesas !), che circondano i campi altrui, in pena di tt. 2 per ogni volta, di riparare il danno e tosto si faccia il sequestro.